Psicocinofilia - rapporto cane essere umano
Come Psicologa Psicoterapeuta, Addestratrice e Educatrice cinofila Apnec, opero in special modo sulla relazione essere umano – cane.
Il benessere della persona e del suo animale sono in tutti gli aspetti : educativi, addestrativi, relazionali e problematici il mio ambito di intervento specialistico, conosco e sono in grado di comprendere tutte le interazioni dell’individuo con il proprio ambiente familiare e sociale, anche quelle disfunzionali.
La relazione essere umano – cane ha una sua intrinseca specificità, che la differenzia in modo significativo da quella con altri animali come ad esempio quella con il gatto, (cavallo, criceto, coniglio, canarino), per la natura fisica ed emotiva stessa del cane.
AFFETTI
Convivere con un cane cambia la nostra vita, per sua intrinseca natura il cane cerca, ha bisogno e crea uno spazio affettivo molto intenso, che incide sugli equilibri emotivi e di salute della nostra vita quotidiana.
Partendo dal presupposto che razze, taglie, indole individuale del cane, sesso, età, etc cambiano drasticamente l’impatto sulla nostra routine, la presenza di un cane nella nostra vita ci ingaggia affettivamente e incide sul nostro stato dell’umore, addirittura sulla nostra salute fisica.
Svariati studi provano la diretta connessione tra la presenza di un cane in casa, con relativa attività di cura minima e l’abbassamento dei valori della pressione arteriosa, e il miglioramento di alcune patologie cardio-circolatorie.
L’essere umano è un animale sociale, il nostro cane è un compagno di vita e si inserisce a pieno titolo nella nostra vita di relazione con gli altri, ma soprattuto entra nella nostra sfera intima e emotiva.
Attraverso l’interazione con i diversi aspetti del suo mondo (in particolare con i suoi legami ad esempio con il proprio cane) l’essere umano ottiene una grande quantità di sentimenti di gratificazione e rassicurazione.
Ancora prima di entrare nella famiglia, c’è nella persona il desiderio di adottare un cucciolo o la disponibilità mentale ed affettiva a prendersi cura di un animale domestico.
Quando poi il cane entra in casa diviene parte integrante del nucleo, che si tratti di una famiglia intera o di un solo membro umano.
Le relazioni di cura e di scambio affettivo che si innescano con la presenza di un animale in casa entrano di diritto nel novero delle relazioni familiari, con tutte le aspettative, desideri, bisogni, gratificazioni e delusioni tipiche di qualsiasi legame.

COMUNICAZIONE CANE – ESSERE UMANO
Gli strumenti di comunicazione umani e canini sono estremamente differenti, il nostro linguaggio, la voce, la postura, i movimenti sono usati in modo spesso inconsapevole dall’essere umano, che rivolgendosi al proprio cane può generare nell’animale fraintendimenti e reazioni inaspettate.
La comunicazione cinofila segue regole e modalità specifiche che l’essere umano può imparare a conoscere e gestire.
Il linguaggio interspecifico, cioè il modo in cui il cane comunica con il suo essere umano, le sue necessità e bisogni, non è sempre facilmente decodificabile.
Ogni cane ha le sue DOTI NATURALI O INNATE che vanno valutate per comprendere appieno le sue caratteristiche individuali e di razza, perché possano essere uno stimolo o una naturale condivisione con le caratteristiche di personalità dell’essere umano che vuole vivere con lui.
Fintantoché il cane comprende e esaudisce venendo incontro a questi nostri bisogni e desideri va tutto benissimo, appena le esigenze del cane, la sua indole, la sua crescita, l’espressione della sua personalità, contrastano con questa nostra ricerca di conferma e gratificazioni iniziano i problemi.
Succede ogni volta, che ad esempio il cucciolo, che per tenerezza, bellezza, entusiasmo ci gratifica moltissimo, poi ci impone di seguire e di insegnargli regole di condotta necessariamente rigide, pena il disastro casalingo.

Intervengo in situazioni conflittuali tra cane e proprietario, dove quest’ultimo non potendo avere competenze cinofile specifiche, si senta molto deluso, e demoralizzato dalla scelta della razza, della taglia del proprio cane, questo ci permette di prevenire eventuali gesti aggressivi, sia del proprietario, che di conseguenza del cane, (strilla, punizioni, morsi) sino ad evitare l’abbandono.
Anche per questo accompagno l’inserimento del cucciolo in famiglia, seguendolo a domicilio, sia un animale di razza che meticcio, sia proveniente da allevamenti che dai canili.
Ai giorni nostri l’evoluzione della società umana ha portato con sé anche modifiche significative delle razze dei cani “moderni”.
Già all’inizio del 1900 esistevano tipologie di cane da lavoro oggi scomparse, e alcune di cui si fa fatica a ritrovare l’habitat adeguato.
Le razze sono state selezionate, perfezionate, in termini di specializzazione del lavoro, dello sport, o come capita in questi ultimi decenni per ragioni di bellezza, a discapito a volte della salute e dell’equilibrio bio-psico-fisico del cane.
Si incontrano ad esempio animali di razze notoriamente predisposte, come boxer e pechinesi, che sviluppano prognatismi estremamente accentuati.
https://it.wikipedia.org/wiki/Prognatismo
Alla vista questi animali comunicano un senso di dolcezza, perché sembra sorridano, ma la selezione e riproduzione di soggetti con questa caratteristica esasperata genera l’aumento di patologie dentali, respiratorie sino a problemi cardiaci importanti, con sofferenze nella vita del cane del suo proprietario.
STORIA
Il legame tra essere umano e cane é estremamente antico, sopravvive e si è modificato nel corso del tempo, divenendo uno stretto rapporto di convivenza, iniziato con lo scopo della sopravvivenza reciproca.
Parliamone iniziando da una digressione storica, la vita, la collaborazione, lo scambio tra l’animale Homo Sapiens e il Canis familiaris, nasce all’alba del mondo.

Dagli studi attuali, sempre suscettibili di ulteriori modifiche come per l’Archeologia antropologica, circa 2.000.000 di anni fa appare sul nostro pianeta il LUPO ANCESTRALE, l’animale dal quale attraverso il tempo verso la fine del Pleistocene Inferiore, incontriamo il CANIS LUPUS, l’attuale progenitore del lupo, presente in Europa tra i 900.000 e i 600.000 anni fa.
Le moderne tecniche dello studio del DNA, hanno permesso di accertare che il nostro attuale Canis familiaris, ha un cariotipo, (cioè l’insieme di cromosomi che per numero e morfologia sono caratteristici di una specie), del tutto sovrapponibile al Canis Lupus, definendone quindi la sua discendenza dal progenitore.
L’incontro tra gli antenati dell’attuale Home sapiens, (Homo Erectus, Homo Habilis, Homo di Neandertal, etc) e il Lupo ancestrale è certo,( per ora), avvenne sulla base di ritrovamenti databili intorno a 400.000 anni fa, su territori che allora erano zone atte alla caccia.
Si ipotizza, che nell’evoluzione della caccia in gruppo dei progenitori degli umani, i lupi potessero seguire l’uomo nutrendosi dei resti delle carcasse, se non scegliere alcune delle prede in comune, finendo con il ritrovarsi nelle vicinanze l’uno dell’altro insediamento.
Si parla quindi di Coevoluzione, l’uomo e il cane iniziarono a condividere spazi e attività idonee alla sopravvivenza di entrambi, e da allora la loro collaborazione e convivenza continua sino ad ora.
