Collaboro come consulente con Healthy work,![]()
una società internazionale di consulenza aziendale con sede a Madrid, che si occupa di programmi di assistenza ai dipendenti 24/7, (ad ogni ora e ogni giorno) con erogazione di supporto psicologico ai dipendenti di corporates internazionali.
Questa esperienza clinica di contatto professionale con persone inserite in organizzazioni aziendali di grandi dimensioni ha peculiarità specifiche, sia per quanto riguarda la tipologia delle richieste di supporto, che per le fasce d’età che accedono al servizio.
La mia esperienza ormai ventennale nella consulenza di direzione aziendale, come fondatrice prima di GS&M (Global Service & Maintenance) e come consulente di Healthy Work oggi, mi consente di entrare con dimestichezza nel mondo delle dinamiche organizzative dei teams.
I complessi scambi gerarchici tra senior e junior manager, o le inevitabili conflittualità di prestazioni tra i membri di un’area funzionale sono tra le più frequenti aree di intervento per il servizio online; invece per le richieste dirette di consulenza per i senior manager, spesso effettuo colloqui vis a vis dove lo scambio e il contatto più intenso permettono di affrontare più in profondità le situazioni di crisi.
Le compagnie internazionali di grandi dimensioni hanno organigrammi (organizational chart) estremamente complessi;
il mercato impone oggi repentini e radicali cambiamenti dovuti a acquisizioni o diversificazioni, dove la “risorsa umana”, cioè i dipendenti, siano essi operai specializzati, come nell’area manifatturiera, o manager dell’area marketing, vengono dirottati in altre aree di interesse, accorpati ad altre funzioni operative o licenziati con una mail.
Il livello di performance lavorativa richiesta in queste organizzazioni è attentamente monitorato e valutato, con incentivi per il miglioramento costante o nel caso la risorsa umana si discosti dalla performance attesa, con pesanti attacchi, purtroppo spesso personali.
Il livello di distress all’interno di questi teams e le dinamiche relazionali gerarchiche e di staff sono spesso molto onerose a livello psicologico.
I senior manager hanno carichi di lavoro molto schiaccianti e un numero di collaboratori “sottoposti” che spesso supera le decine, se non centinaia, divisi tra aree geografiche, talvolta completamente differenti, si pensi a quando si arriva a livello WORLD.

Nell’ottica del mercato, l’efficienza e la misurazione delle risorse, sono quindi parametri indispensabili anche quando si parla di risorse umane, HR.
La macchina organizzativa deve essere sempre al massimo dell’efficienza per poter produrre i beni o i servizi richiesti, quindi il livello di manutenzione delle macchine, (risorse tecnologiche) o delle persone, (risorse umane) è sempre importantissimo e fondamentale.
Come immaginabile in un’ottica meccanicistica la gestione delle risorse umane è spesso gestita allo stesso modo della gestione dei macchinari, gli esperti di HR si occupano, per l’azienda, della migliore selezione e valutazione delle capacità prestazionali dell’individuo risorsa umana,

ma non possono per il ruolo che ricoprono, rispondono anch’essi all’azienda, né spesso sono in grado professionalmente, di valutare la risorsa umana nei suoi aspetti psicologici clinici.
Ecco quindi che la consulenza psicologica esterna è divenuta per alcune corporates parte dei pacchetti di benefits per i “colletti bianchi”, soprattuto perché tutela in massima misura la privacy del dipendente, ma è anche un parametro neutro sulla funzionalità di alcune aree.
Ho notato nel tempo, che più grande e internazionale è l’azienda, più è alta l’attenzione al collegamento tra prestazione e benessere delle proprie risorse umane.
Ritengo questa area del mio lavoro molto importante, perché mi permette di inserire la mia esperienza e le mie competenze professionali, in una linea di intervento che tutela la salute psicologica e la vita lavorativa.
Ho potuto sostenere ed aiutare junior manager a passare in altre aree funzionali, a reggere e affrontare il “bossing”, a decidere di cambiare compagnia o lavoro, in momenti lavorativi all’interno del loro ciclo di vita spesso giovanile.
D’altro canto ho potuto aiutare general manager, e capi stabilimento, a gestire un eccesso di distress che li aveva fatti entrare in burn-out, sostenendoli nell’operare valutazioni e ottimizzazioni nei loro rapporti professionali sia interni che esterni all’azienda; facilitandoli nell’elaborazione di decisioni personali ed individuali nel momento di maturazione della vita che trova la massima espressione di tutte le potenzialità umane.


