In occasione del Ventennale dalla sua fondazione (1999-2019) e per festeggiare l’iscrizione, avvenuta quest’anno, nell’elenco centrale delle organizzazioni di volontariato del Dipartimento di Protezione Civile nazionale, dal 20 al 22 settembre a Cupramarittima (Ap) Sipem Sos Marche in collaborazione con Sipem Sos Federazione, Csv Marche, Fisa (Federazione Italiana Soccorso Acquatico), Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, Nucleo operativo sommozzatori della Guardia Costiera, Protezione Civile Federvol, ARI (Associazione Radioamatori Italiani) Confederazione nazionale delle Misericordie, ha organizzato il I° corso di formazione in Psicologia dell’Emergenza per i suoi iscritti, aperto a tutti gli psicologi, e ai volontari di Protezione civile.
Si sono incontrati quasi 100 psicologi, alcuni dei quali hanno scelto di portare anche le loro famiglie, (bimbi compresi), al Camping Calypso, che ci ha accolto splendidamente, per condividere, sperimentare, e approfondire vari aspetti e vari scenari degli interventi psicologici in emergenza.
I docenti psicologi Sipem, e colleghi esperti nel settore, si sono offerti di esporre le loro competenze esperienziali maturate sul campo negli anni.
A Cupramarittima si sono convogliate esperienze provenienti da tutto il territorio nazionale, messe in comune dalle nostre/i colleghe/i, ne è nata una condivisione intensa e molto coinvolgente, che ha arricchito tutti noi.
A seguire alcuni degli argomenti trattati:
- Uso dei social in emergenza
- Primo colloquio in contesto di maxiemergenza e protocolli condivisi
- Emergenza aereoportuale
- Terrorismo e gestione delle folle
- La formazione emotiva del soccorritore
- Ricerca persone scomparse con unità cinofile
- Sisma tra memoria e oblio
Lo psicologo dell’Emergenza è in Sipem, un professionista specializzato al lavoro in squadra, è capace di intervenire, accanto agli altri organi in situazioni catastrofiche naturali e/o antropiche, classificabili come maxi emergenze, (Terremoti, alluvioni, pandemie, valanghe, frane, caduta di aerei, deragliamento treni, caduta infrastrutture come ponti e gallerie), ma anche in microemergenza, (Lutti che coinvolgono una comunità anche in ambiente scolastico, supervisioni su operatori del soccorso a causa di interventi molto difficili), declina cioè la sua competenza in base agli scenari in cui è chiamato a portare la sua professione.
Lo Psicologo dell’Emergenza oltre ad approfondimenti teorici riguardanti la psicotraumatologia, la neurofisiologia del trauma, si interessa di logistica, di rapporti con le altre istituzioni sanitarie e amministrative sia del territorio che nazionali, e con le altre associazioni di volontariato.
Partecipa a simulazioni nazionali e internazionali con scenari in cui intervengono gli organi delle forze dell’ordine, dei sanitari, della Protezione Civile, e degli altri gruppi di Volontari di Protezione civile.
La formazione in Emergenza passa da sempre, per tutti i volontari non esclusi gli psicologi, ma in particolare per noi, per un’esperienza costruita nel tempo, attraverso prove sul campo, esercizi, simulazioni, si costruisce insieme un “saper fare” per arrivare al “saper essere un soccorritore”.
Il saper fare, il sentirsi in grado di intervenire deve diventare un saper essere, arrivare cioè alla consapevolezza di possedere e gestire la capacità di decidere come e quando intervenire; è il saper decidere di non applicare gli stessi protocolli standard in OGNI situazione emergenziale , è il compimento di un percorso personale e di gruppo, che si costruisce partendo dalla professione di psicologo.
Durante l’emergenza, lo psicologo specialista Sipem, si interfaccia costantemente con gli altri soci, per confrontarsi, per avere egli stesso un supporto esterno alla situazione di caos e traumatica in cui è immerso.
In tempo di pace, approfondisce con incontri di gruppo le proprie competenze personali e professionali, organizza corsi di formazione e gruppi di supporto per operatori del soccorso, per gli ambienti scolastici, ragazzi, insegnanti, gruppi di genitori.
Nel 1′ campo scuola, oltre le lezioni frontali, il lavoro di gruppo e i role-play, è stata organizzata in notturna una simulazione in collaborazione con la Guardia Costiera, la Fisa, il gruppo delle Misericordie, la Ari, dove oltre gli psicologi sono stati messi sul campo uomini rana, volontari in acqua e squadre di cinofili.
La missione era quella di cercare quattro persone disperse, che potevano essere in mare o arrivate sulla spiaggia, la notte ha reso elevato lo sforzo della ricerca, come sempre si è approntata anche una squadra di Psicologi come supporto ai familiari dei dispersi.
É stata la prima di una serie di esperienze formative di gruppo che la Sipem metterà in campo nel futuro prossimo.