Giappone prima parte

Cibo: dalla tradizione al cibo ingegnerizzato

Il contatto con altre culture, anche lontane e differenti dalla nostra, avviene ormai in ogni momento e senza soluzione di continuità.

La millenaria cultura giapponese affonda le sue origini nell’incontro e nell’intreccio con la civiltà cinese e quella coreana. In questi incontri e contaminazioni millenarie, individuiamo una caratteristica precipua nipponica nella ricerca e realizzazione della perfezione e sublimità delle arti grafiche applicata alla vita di tutti i giorni.

Giappone: dalla tradizione al cibo ingegnerizzato
Dolcetto di zucchero, Azuki e oro

Non possiamo che meravigliarci difronte a un piccolo dolcetto di zucchero, azuki e oro.

Giappone: dalla tradizione al cibo ingegnerizzato
Pasto tipico Giapponese

La tradizione e il costante progresso coesistono in Giappone non senza conflittualità. Anche nel cibo incontriamo questa convivenza, accanto ad un pasto tipico, o a uno snack tradizionale, troviamo, infatti, infiniti prodotti alimentari, che sicuramente si discostano in misura notevole dal concetto di cibo cui noi italiani abitualmente

Giappone: dalla tradizione al cibo ingegnerizzato
Snack tradizionale Giapponese

facciamo riferimento.

Dalla tradizione che produce cibo preparato con ingredienti presenti e facilmente reperibili in natura, arriviamo a trovare prodotti commestibili, altamente appetibili, ma chiaramente costruiti in un laboratorio chimico, resi desiderabili dal marketing della ingegneria chimica e adattati alla cultura giapponese.

Snack e bibite in confezioni accattivanti, con nomi onomatopeici, che con l’alimentazione, la fame o la sete hanno poco a che fare.

 

Questi prodotti alimentari soddisfano dei bisogni non primari, ma la necessità di consumo, che è forte nella cultura giapponese contemporanea.

Così come per altri articoli merceologici, (abiti, dispositivi elettronici), anche il cibo è stato reinventato e inserito nei processi industriali.

Ci troviamo difronte ad una ingegnerizzazione del prodotto alimentare, che viene declinato sulla natura della cultura del paese.

La noia e il sentimento di solitudine sono emozioni che sempre scatenano impulsi di riempimento, con il consumo di questo tipo di cibo c’è un avvicinamento notevole, un accostamento direi, all’induzione all’uso di sostanze, questi snack sono solitamente un concetrato di zuccheri e sostanze atte a favorire la dipendenza.

Mentre in casi di sofferenza più intensa le persone sono indotte a sedare il proprio malessere con sostanze o comportamenti compulsivi che scatenano risposte neurochimiche di gratificazione nel nostro cervello, (gioco d’azzardo, shopping compulsivo), nelle pause forzate della normalità il riempimento gratificante può anche essere una confezione di fettuccine al sapore di ribes, a cui segue una bevanda al sapore di yogurt o un caffè triplo!

Cibo e moda

Nello spettacolare sfondo archeologico dei Mercati Traianei si tiene a Roma sino al 1 Novembre 2015, una mostra dal titolo : “L’eleganza del cibo“.

La mostra é un interessante percorso di selezione di abiti ed accessori, scelti secondo un ottica particolare: la creatività della moda che declina la rappresentazione, e talvolta, l’esposizione del cibo.

Il rapporto tra cibo e fashion non è, da tempo, privo di aree di conflittualità, qui si è scelto un’analisi storiografica delle creazioni riguardanti la rappresentazione iconografica del cibo, che spazia da abiti porta popcorn o fatti d’erba e verdure, a stampe e disegni elaborati con originalità.

Uno dei filoni che in questo nostro contemporaneo lega moda e cibo è la manipolazione fortemente creativa ed estetica sia dei materiali usati come tessuti, che delle materie prime usate per il confezionamento di piatti sempre più originali e complessi.

In un equilibrio sano e vitale però, l’individuo e il suo corpo hanno una personale e soggettiva priorità, ogni persona per il suo essere individuale necessita il rispetto dei propri bisogni alimentari, come di scelte di abbigliamento che non pregiudichino il suo equilibrio psicofisico.

Le difficoltà iniziano laddove l’appagamento e il godimento della moda come del cibo diventano però fine a se stesse, riducendo entrambe il corpo a mero strumento una dell’esposizione e l’altra del breve piacere della gola, e non contemplano l’equilibrio psicofisico della persona.

Ottimo quindi il gioco con il cibo sia attraverso la creatività della moda che della cucina, ma rimaniamo attenti alla ricerca dell’equilibrio individuale.