“Diario di un’apprendista astronauta” 2018 Ed. La nave di Teseo  le Polene in collaborazione con ESA (European Space Agency) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana)

Avevo comprato il libro dell’allora capitano dell’Aereonautica Militare Cristoforetti, per farmi compagnia in un lungo viaggio in treno, di rientro da un impegno di lavoro.

Avevo seguito il viaggio dell’astronauta Cristoforetti nello spazio, attraverso i suoi twitt, le sue foto, le sue osservazioni.

Mi è quindi venuta la curiosità di conoscere il contributo di una donna riguardo questo singolare lavoro, l’astronauta.

Questo libro, anche per la sua dimensione, assomiglia ad uno scrigno, a voi trovare il dono più adatto a voi in un racconto di oltre 500 pagine, di un’esperienza inusuale, fuori dall’ordinario, in un contesto socio-temporale come quello in cui viviamo, che fa spesso della banalità quotidiana motivo di discussione e intrattenimento.

Questo scritto è un regalo, costato certamente uno sforzo indiscutibile ma che conferma e sottolinea, se ce ne fosse bisogno, lo stile della persona, puntuale, essenziale ma particolareggiato, analitico, ingegneristico e filosofico, la sua lettura non è mai onerosa, il flusso dell’esperienza scorre davanti a noi trascinandoci con lui dentro le sensazioni, i pensieri, le emozioni. 

Il punto di vista che più mi ha sorpreso,e da cui alcune esperienze vengono raccontate è quello cosmico, quindi molto lontano, distaccato e  aldisopra di tutti i nostri vissuti terrestri.

Talvolta può esserci utile questa visione che ci rende futile e irrilevante quello che ci era sembrato importante e fondamentale sino a poco tempo prima.

E’ un importante insegnamento, a cui spesso si dimentica di far ricorso; assumere quel punto di vista ci permette di avere una visione più nitida e più globale della nostra vita, ci permette di dare un peso relativamente più leggero alle circostanze, perché possiamo vederle da una prospettiva più ampia, cosmica addirittura.

Mi fa piacere sottolineare un passaggio iniziale del libro, dove sin dall’esordio la motivazione della scrittrice è definita:

“Cara lettrice, caro lettore, questa è la storia di un viaggio. L’ho vissuta, ma non mi appartiene. Te la consegno. Abbine cura…” 

Questa affermazione è forte quanto insolita, sarà poi comprensibile soltanto in seguito, quando verrà svelata e spiegata, la faraonica complessità del progetto “astronautico”.

Sarà illustrato quanto l’autrice sia consapevole, e mai dimentica, del valore e del riconoscimento del lavoro di TUTTI gli specialisti descritti, di quanto ognuno sia indispensabile al raggiungimento dell’obiettivo ISS. (International Space Station) e di quanto solo INSIEME si arriva ad un livello così elevato e complesso in termini di progetto.

Ho trovato tutti le affermazioni di questo tipo molto pedagogiche anche per gli adulti, mai troppo consapevoli di quanto la società stessa, sia un grande lavoro di squadra.

Troverete che questa esperienza extraterrestre ci viene veicolata attraverso la condivisione dettagliata, emotivamente misurata ma colorata, dello sforzo, dell’impegno, della dedizione, della fatica, del fervore e risulta quindi preziosissima a livello educativo. 

Non secondario è il contributo all’insegnamento dell’accettazione del rischio del fallimento; dei costi insiti nel misurarsi con i propri sogni e i propri limiti, col dover fronteggiare gli ostacoli che la vita frappone al raggiungimento dei primi e alla frustrazione del sopportare i secondi.

Nei ringraziamenti che troverete infondo al libro,  si ha la visione d’insieme della stesura e del clima in cui l’opera si è concretizzata, e ci tratteggia l’aspetto umano e personale di ogni libro.

E’ utile definire  quanto questo diario o “lungo viaggio” (nell’edizione tedesca), sia prezioso tanto da valere una pubblicazione, spero planetaria.

Mi sento di consigliare di inserire questo contributo letterario nel percorso scolastico dei nostri ragazzi, lo trovo facilmente utilizzabile ad ogni età, dai bambini agli adolescenti, o nelle letture in famiglia, ci può essere di stimolo nel nostro ruolo genitoriale e non solo in quello.

Gli insegnanti che lo leggeranno, meglio di me, potranno capire e inventare i collegamenti con le loro dottrine scolastiche, ci sono robot, disegni, tecnologia, viaggi veri e fantastici, incrocio di culture, cameratismo, consapevolezza di sé.

Possiamo trovare l’incitamento e la valorizzazione dello studio come solida base per un futuro successo,  l’elogio della scienza che…” non è arrogante. Osserva e misura, azzarda spiegazioni e previsioni, fa errori e si corregge….”

Grazie all’astronauta Cristoforetti

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